La NON pizza all ananas

Esistono cose che purtroppo esistono.

L’altro giorno ho fatto un articolo sull’Italian sounding (Qui), dove parlo di prodotti che avendo un nome simile a quelli Italiani, riescono ad essere spacciati come nostrani, danneggiando la nostra economia e la qualità alimentare del nostro paese.

Nel caso che vi voglio esporre oggi non si tratta di Italian sounding, ma bensì di una schifezza di dimensioni anormali.

I condimenti della pizza e “simili”

Ecco 4 pizze inquietanti che vanno di moda ultimamente:

  • Pizza e ananas
  • Pizza con Oreo
  • “mega” Pizza cheesburger
  • Pizza lasagna

Pizza e ananas:

Nei paesi Anglosassoni ne vanno matti, si tratta di una pizza con la classica base (pomodoro e mozzarella), dove sopra vengono adagiati cubetti di ananas e solitamente del prosciutto (VOTO 4)

Pizza con Oreo:

Ho avuto l’onore di poterla vedere dal vivo in aeroporto a Dubai… Biscotti Oreo sbriciolati sopra e crema fatta con l’interno del biscotto stesso  (VOTO 1)

Mega pizza cheesuburger

Una pizza di dimensione extra large con al di sopra: Pomodoro, mozzarella, cheddar cheese, cetriolini, patatine fritte, hamburger a pezzi e ancora formaggio. (VOTO 9000 Kcal)

Pizza lasagna

6 pizze con pasta (impasto della pizza, pomodoro, formaggio e maccheroni..) messe una sopra l’altra per creare un fac-simile della lasagna (VOTO N/D)

Dato che non voglio sentirmi male queste “”””””pizze””””” sono più che sufficienti per esporre il mio concetto.

Quelle sopra citate e altre migliaia che  purtroppo esistono, sono le nuove “””pizze””” che, grazie a catene che non cito, stanno arrivando in Italia, bene.. non fatelo, resistete, statene alla larga, quella è la morte della vera pizza Italiana

 

Bob

 

 

 

La colazione salata

Le condizioni

La nostra storia, cultura e gusto, che riassumo nella parola “Italianità”, quando ci svegliamo ci da delle chiare indicazione sull’approccio che dobbiamo avere verso il primo pasto essenziale della giornata.

Le classiche combinazioni per la colazione “homemade” Italiana sono:

  • Caffelatte e biscotti
  • The e biscotti
  • Fetta di torta e caffè
  • Latte e cereali

Evadere da questi schemi prefissati ci fa sentire a disagio e sopratutto rischia di non soddisfare il nostro palato.

Un metodo ottimo per chi vuole: Cambiare abitudini ed evitare semplici zuccheri mattutini è iniziare a fare una colazione salata.

COLAZIONE SALATA??? ERESIA

Questo tipo di pasto è molto frequente nei paesi anglosassoni ma anche nel Nord Europa ed in Asia, e in Oceania, insomma siamo rimasti in pochi com il “dolce risveglio”.

Le scelte sono moltissime e gli ingredienti che si possono utilizzare sono infiniti. Vi descriverò di seguito la mia classica colazione di quando vivevo all’estero:

  • Uova strapazzate, fagioli al forno con il pomodoro (Heinz Beans), pane vecchio

Come prepararla:

  • Per le uova strapazzate, rompete 3 uova intere, aggiungete sale e pepe. Scaldate un pentolino con dell’olio. Quando ben caldo mettete le uova e girate casualmente, dopo 1 minuto aggiungete un cucchiaio di latte.
  • Per i fagioli, dovete assolutamente prendere quelli già confezionati perché la mattina la sbatta è dietro l’angolo.
  • Prendete il pane vecchio della sera prima, mettetele su un bel pentolino caldo e passatelo con un filo d’olio

Tac

 

Bob

 

Le mele ingrassano

Chi si loda s’imbroda

1 mela al giorno toglie il medico di torno

2 mele al giorno tolgono il medico di torno

3 mele al giorno tolgono il medico di torno

4 mele al giorno tolgono il med….. no, FALSO

Prendo questo famosissimo detto per spiegare un concetto semplicissimo che, non vale solo nel cibo ma in tutti i campi.

Premessa:

“Persone: Il 70% dei miei conoscenti è a dieta da Lunedì prossimo, l’1% è a dieta per davvero, un altro 1% se ne sbatte della dieta e preferisce i pancakes del Mcdonald’s ai biscotti della nonna e il restante 28% è a dieta ma sbaglia tutto.”

Tornado al detto precedentemente citato delle mele e i dottori, volevo arrivare ad un punto fondamentale, che coloro che fanno parte del 28% sopra spiegato non considerano: L’esagerazione.

Esagerare in una dieta è la cosa peggiore che una persona possa fare, per comprendere meglio il mio pensiero poco sano, lo affronteremo con degli esempi:

  • “Sono a dieta, oggi prendo un insalata e basta”
  • -Condisce l’insalata con 7 L di olio 4 kg di sale e 9 Dl di aceto
  • “Sono a dieta, oggi a pranzo mangio solo un frutto”
  • -Mangia una banana caramellata con sotto una crepe alla Nutella
  • “Sono a dieta, Salto pranzo”
  • -Ha mangiato un pacchetto di Gocciole a colazione con la cioccolata, ha già organizzato la merenda in pasticceria”
  • “Sono a dieta, evito i carboidrati”
  • -Beve birra come acqua

Questi esempi erano fin troppo chiari e non necessitano spiegazioni.

Quando di sceglie di affrontare un regime si vita bisogna farlo calcolando tutto perfettamente, senza esagerare ne sostituire ne ingannare se stessi.

La morale è:

100 mele ingrassano come 100 panini fanno dimagrire

Capitela

 

Bob

 

 

 

Farina di Kamut o Signor Kamut?

Kamut

La farina di kamut ha ormai invaso il nostro paese, la troviamo sia nei grandi ristoranti gourmet che nelle trattorie e pizzerie.

Quello che si pensa quando si acquista o utilizza questa farina è che kamut sia il nome del grano che viene utilizzato per produrre questa particolare farina, in realtà non è cosi.

Kamut è un nome con il quale un’azienda statunitense commercializza un particolare tipo di grano. La parola kamut sta a indicare una varietà di grano prodotto e commercializzato dall’omonima azienda Americana Kamut.

Apprendo leggendo un articolo di “Ideegreen” che:

“Nello specifico, con la farina di kamut si intende una particolare varietà di grano della sottospecie Triticum turgidum ssp. turanicum, chiamata comunemente Khorasan”.

Smontato il mito del kamut, questa farina è molto apprezzata per la sua versatilità e qualità nutrizionale.

Questo tipo di farina viene particolarmente indicata per la panificazione, in particolare per l’alto contenuto di proteine e di glutine, che la rendono elastica e saporita. Inoltre la farina di kamut viene utilizzata per produrre paste fresche e torte.

Il vero punto forte di questa farina riguarda le qualità nutrizionali. il Khorasan (grano che viene utilizzato per produrre la farina di kamut) contiene circa il 40% in più di proteine rispetto ad un grano classico, inoltre è più ricco di zinco e magnesio così come di polifenoli e acidi grassi.

 

 

 

Cosa è l’Italian sounding?

Tutelare senza intaccare

In italia il cibo è sacro e non si tocca. Esistono migliaia di ricette, preparazioni e ogni tipo di variante per qualsiasi ingrediente, insomma un patrimonio che forse non è sempre tutelato al meglio.

Ci sono poi, piatti tipici che riusciamo ad esportare all’estero come: La pizza, gli spaghetti al pomodoro, il pesto alla genovese e tanti altri ancora.

Nonostante questi siano ben tutelati dalle leggi vigenti sulla sofisticazione, ci sono ricette che avendo un nome mezzo Italiano spopolano nelle tavole internazionali, ma che purtroppo non hanno nulla a che vedere con l’Italia.

Questo viene denominato “Italian Sounding”.

il fenomeno interessa prodotti realizzati all’estero i quali, giocando sul “suono” del relativo nome, ingannano i consumatori facendo pensare loro che si tratti di un prodotto Italiano.

Nel sito dell’ufficio brevetti viene riportato che:

Aziende estere, mettono in commercio prodotti aventi espliciti riferimenti Italiani e/o un nome che “suona” come Italiano, anche se in realtà non hanno nulla di nostrano.

Si tratta di una forma di inganno verso il consumatore, di concorrenza sleale che spesso sfocia in vera e propria truffa, molto redditizia (54 miliardi di dollari annui) per il contraffattore, danneggiando l’economia del nostro paese, in particolare dei piccoli artigiani e produttori Italiani.

Oltre al danno economico c’è sicuramente quello dell’immagine, infatti la maggior parte dei prodotti spacciati come Italiani non ha le caratteristiche, i sapori e la qualità dei prodotti del bel paese.

Dato il fenomeno in espansione si sta cercando di agire con due metodi:

  • Leggi ad hoc, ed accordi internazionali fatti con i paesi in cui questo fenomeno è più presente: Stati Uniti, Canada, Australia, Gran Bretagna
  • Informazione e formazione di chef, nutrizionisti, addetti alle vendite, stampa specializzata e influencer.

In un intervista Gian Domenico Auricchio, Presidente di Assocamerestero ha affermato che: “Siamo convinti che il danno di immagine arrecato da imitazioni ben lontane dai nostri standard di eccellenza possa essere arginato solo attraverso la diffusione della cultura e dell’educazione al consumo dei prodotti 100% Made in Italy e lavorando sulle alleanze con le comunità d’affari locali.”

 

Bob

Cosa si cela dietro il Surimi?!

Misteriosi bastoncini di?

I bastoncini di solito si danno ai cani, ma ce ne uno per il quale noi umani andiamo pazzi, è un bastoncino cilindrico avvolto nella plastica che sprigiona un odore forte e al palato un sapore molto particolare che ricorda la polpa di granchio.

La domanda che molti si pongono quando mangiano un Surimi è “ma che diavolo c’è qua dentro?”

La risposta che danno a questa domanda solitamente è: “Va be è buono”

Quello che noi chiamiamo Surimi è un prodotto legato alla tradizione giapponese dove da secoli si consumano piatti di “pesce macinato”. Negli ultimi 30 anni il pesce macinato si è diffuso in tutto il mondo grazie alla produzione industriale.

L’aspetto è molto gradevole e leggendo l’elenco degli ingredienti si nota che si tratta di strati di polpa di pesce arrotolati e tenuti insieme da addensanti e altri componenti.

La composizione finale è questa:

  • Una percentuale di pesce che varia dal 30 al 40%, per il resto si tratta di fecola di patate o altri farinacei, albume d’uovo, grassi vegetali (olio di colza o palma) spezie, esaltatori di sapidità come il glutammato monosodico o l’E635

Di seguito farò un elenco dei pregi e difetti del surimi:

Difetti
  • Il surimi non può essere ritenuto di certo un alimento di prima qualità. La sua lavorazione industriale avviene impiegando le parti di scarto provenienti da altri alimenti.
  • La polpa non ha un grande sapore per questo vengono aggiunte sostanze aggiuntive che possano migliorarne l’aspetto, il sapore e la conservazione.
  • Il surimi viene venduto come un alimento a base di polpa di granchio, ma in realtà non ne contiene. Il presunto “sapore di granchio” viene ottenuto mediante l’impiego di aromi artificiali.
Pregi
  • mmm
  • costa po… no forse no
  • … Il prossimo!

 

Bob

LIVE WINE 2017, Salone internazionale del vino artigianale

LIVE WINE a Milano!

A milano il 18 e 19 Febbraio 2017 arriva “Live Wine” il salone internazionale del vino artigianale.

Il salone sarà aperto Sabato 18 e Domenica 19 Febbraio, dalle 10 alle 20 e si svolgerà presso il Palazzo del Ghiaccio in Via G.B. Piranesi 14.

Live Wine è il più grande evento del vino artigianale a Milano.

Oltre cento produttori da tutta Italia e dall’estero presentano i loro vini, tutti in degustazione con il solo biglietto d’ingresso.

Un salone-mercato rivolto sia al grande pubblico che ai professionisti del settore enogastronomico.

Durante il salone non mancheranno gli eventi, ci sarà infatti la possibilità di fare degustazioni guidate di vini classici e grandi novità:

  • Vini dal Sud-ovest della Francia
  • Vini della Cote d’Or
  • Vini dell’Etna
  • Marsala

In un intervista l’organizzatore de’ Grassi spiega: “Il consiglio è lanciarsi e provare vini di cui non si sa nulla e che normalmente è difficile trovare, non limitandosi, per campanilismo, alle proposte italiane, ma andando a curiosare anche fra le produzioni estere“.

Durante il salone saranno presentati oltre ai grandi marchi di vini conosciuti ed affermati, anche novità di vini europei ed extraeuropei.

Se volete assaporare, degustare e divertirvi l’appuntamento è al LIVE WINE il 18 e 19 Febbraio!!

 

Bob

 

 

 

“Palme, banani e Ciula”

Milano come Tenerife

L’approdo delle nuove aiuole tropicali in piazza duomo ha fatto scalpore, cosi tanto scalpore che il popolo dei social ha giustamente dato valutazioni poco acculturate sull’accaduto.

La colpa o il successo, è della multinazionale Starbucks che si è aggiudicata infatti il bando del Comune di Milano per il restyling di piazza Duomo: Pianterà palme e banani alternati con piante di bergenia, ortensia e ibisco nell’aiuola di fronte al Duomo, secondo il progetto dell’architetto milanese Marco Bay.

Le piante sempreverdi daranno un tocco esotico alla piazza”, ha dichiarato l’assessore al Verde Pierfrancesco Maran.

Mentre Matteo Salvini chiede invece ai suo folllowers di facebook: “Certo che Milano osa” dice il sindaco Sala del PD…
Avanti amici, osate anche voi! Cammelli??? Tende da Tuareg???
Dopo i banani e le palme, voi cosa mettereste in Piazza Duomo?

Le linee sono troppo opposte ed è impossibile metterci d’accordo, per questo motivo ho trovato due punti sui quali nessuno possa essere contrario:

  • Olio di palma a km 0
  • Banane Italiane
Olio di palma a KM 0

Fino a pochi mesi fa, l’olio di palma era al centro delle polemiche, per il semplice fatto che si credeva facesse male, giungendo solo dopo molto tempo, alla conclusione che nella realtà quest’olio non fa tutto sto gran male.

Con la nuova aiuola di piazza Duomo potremmo avere olio di palma: ITALIANO, KM 0, FUORI CASA, FRESCO, TUTTO L’ANNO, SENZA AGGIUNTA DI….

Banane Italiane

Come ben sapete, l’Italia non è proprio il primo produttore di banane al mondo, per ovvi motivi climatici. Bene, Starbucks ci vuole dare l’occasione di produrre banane made in Italy a basso costo, naturali e vicino a casa. Carpe Diem.

La banana è infatti il frutto più venduto al mondo da sempre, pensate alla grande occasione che abbiamo, potremmo cancellare tutti i vecchi stereotipi come: Pasta, pizza, mafia e mandolino e trasformali in: Olio di palma, banane, caffè annacquato.

Grazie Starbucks

 

Bob

 

 

 

 

“Il formaggio sul pesce”

“COLORO CHE METTONO IL FORMAGGIO SULLA PASTA CON IL PESCE”

Secondo uno studio di un università Americana dell’Alabama nord orientale (fonte Studio Aperto), le persone che collocano formaggio sul pesce sono circa il 12% della popolazione mondiale, con picchi massimi in Italia.

Molti credono che se la cucina avrebbe la facoltà di scomunicare, coloro che svolgono quest’azione dovrebbero essere allontanati dalle folle e passare anni di terapie e quarantena.

Scherzi a parte l’abbinamento pesce latticino è sempre più presente e non pensiate che lo sia solo nei “localacci” ma bensì nei ristoranti gourmet.

Un grande chef come Davide Scabin con un piatto firma del 1998 è stato uno dei primi ad abbinare formaggio e pesce con il suo famoso: “Carpaccio d’astice con fonduta di gorgonzola”  proseguendo poi con, “Risotto con gamberi crescenza e funghi! ai  £Conchiglioni ripieni di burrata e riccio di mare”.

Leggo sull’espresso:

Luciano Zazzeri, chef stellato del ristorante La Pineta di Marina di Bibbona, in provincia di Livorno, noto proprio per la sua cucina di pesce. Zazzeri è reduce dal recente successo durante Cheese – manifestazione di Slow food dedicata alle “forme del latte” – di un laboratorio organizzato proprio per celebrare il poco frequente accoppiamento.
Ha così fatto assaggiare”latte cagliato e riccio di mare“, “sgombro con marzolino”, “crostone di cozze con parmigiano e lardo”, “riso al nero di seppia alla livornese con parmigiano reggiano”. Spiegando che, contrariamente a quanto si possa ritenere, la sapidità iodata va a nozze con gran parte dei prodotti caseari”.

Il pregiudizio

Come spesso accade il pregiudizio vince sulla realtà, formaggio e pesce non vengono mai correlati per ragioni culturali, difficili forse impossibili da spiegare.

Superare i pregiudizi è pressoché impossibile. L’unico metodo per liberarcene è quello di osare, provare e convincere le persone che la combinazione pesce formaggio non è lunare ma bensì reale.

Il consiglio personale è ovviamente quello di provare piatti di grandi chef e replicarli a casa con una metodologia semplificata.

 

Bob

 

 

 

Tzatiki

IT= Spaghetti – mandolino

GR= Zeus – Tzatziki

Se quando un turista viene in Italia non può fare a meno di trovare spaghetti e pizza in ogni menù, quando un turista va in Grecia troverà sempre e comunque lo Tzatiki.

Lo taztiki, rubando una citazione famosissima, è una bomba per la tua igiene orale!. Verissimo, vi assicuro che dopo averne mangiato qualche cucchiaio le vostri mogli, ragazze, madri o figlie vi disconosceranno.

La base è lo yogurt greco, che unito con altri ingredienti che vi elencherò qui sotto, crea una salsa acidula che, i greci utilizzano per accompagnare ogni tipo ti preparazione, carne, pesce, carboidrati…

La ricetta

Ingredienti:

  • 1 cetriolo
  • 250 g di yogurt greco
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 cucchiai di Olio Evo
  • Sale

Descrizione:

Pulite un cetriolo lavandolo e tagliando le estremità. Sbucciate il cetriolo e grattugiatelo facendolo ricadere su di un canovaccio pulito; richiudete il canovaccio sopra il cetriolo e strizzate la polpa di cetriolo così da fargli perdere più acqua di vegetazione possibile.

Riunite in una ciotola sufficientemente capiente lo yogurt greco e la polpa di cetriolo strizzata; mescolate per amalgamare gli ingredienti.

Tagliate molto finemente gli spicchi di aglio e schiacciateli con un cucchiaio, amalgamare poi la crema che ottenette al composto.

Aggiustate con olio e sale.

 

Bob