Il crodino, l’analcolico segreto

Il crodino

Campari ci spiega: “Crodino è l’aperitivo monodose analcolico per antonomasia, il più bevuto, il più conosciuto.Il segreto del suo successo è il gusto unico e stuzzicante ottenuto grazie all’estratto ricavato ancora oggi secondo tradizione da una miscela di infusi e distillati di erbe, piante e parti di frutta rigorosamente selezionati”.

Il 
Crodino nasce nel 1964 a Crodo, comune piemontese noto per le acque minerali. 
Dal 1995 entra a far parte del Gruppo Campari che ne ha rilanciato l’immagine, con campagne pubblicitarie di grande impatto,lasciandone però intatto il carattere e la tradizione.

La ricetta di questo fantastico analcolico è segreta da ormai più di 50 anni, le uniche cose che si sanno sono:

  • La base è l’acqua purissima della sorgente Liesel.
  • Chiodi di garofano, cardamomo e oli essenziali, sono tra gli ingredienti presenti in maggiore quantità in questa bevanda.
  • Dopo l’infusione di tutti gli ingredienti viene fatto riposare per 6 mesi in delle botti di rovere, per poi essere imbottigliato.
Il sapore

Chi non l’ha mai assaggiato?? impossibile.

Il Crodino ha un sapore davvero particolare dato dalla grande quantità di spezie ed erbe provenienti da tutto il mondo.

Quando si assaggia questa bevanda, che va servita fredda, si ha una sensazione di dolce a primo impatto che si trasforma poi in amaro, insomma un gusto dolceamaro, unico e inimitabile.

Un aperitivo classico, tradizionale, genuino che costa poco.

Perfetto.

 

Quanto costa mangiare fuori??

Il prezzo per mangiare bene

Esistono centinaia di diversi tipi di locali che offrono pasti basandosi sulle varie fasce di prezzo ormai instaurate.

In una grande città come Milano, possiamo mangiare sia con 10€ che con 300€.

Ovviamente non potremmo mai confrontare un pranzo che costa 10€ con uno da 300€, ma non dobbiamo neanche valutare le fasce di prezzo più basse come feccia.

Prima di elencarvi quello che penso, ci tengo a fare una premessa: Sono completamente contrario ai locali che offrono pasti All You Can Eat a basso prezzo, in quanto, avendo un minimo di esperienza in questo campo, so per certo che è impossibile guadagnare e mantenere un food cost normale offrendo prodotti di qualità.

Ecco di seguito le tipologie di ristoranti e i loro prezzi medi:
  • Fast food: Nei fast food moderni, il prezzo di un menù completo può variare dai 5 ai 15€
  • Sushi All you Can Eat: sotto i 20€ a pranzo e i 40€ a cena, non vale la pena di rischiare la vita.
  • Ristoranti/Pizzeria: Una tipologia di ristoranti in crescita. I prezzi variano sopratutto dalla posizione del locale ma siamo attorno ai 20€ a persona con bevande e servizio incluso.
  • Trattorie tipiche: Per quanto riguarda questo simbolo dell’Italianità la situazione è pessima, infatti per colpa delle nuovo tipologie di ristorazione stanno piano piano scomparendo. Il prezzo medio varia tra i 30 e i 50€ a testa, bevande e servizio incluso.
  • Ristorante tipico: Si differenziano dalle trattorie per una posizione più centrale e sopratutto un servizio più formale, il prezzo è tra i 40 e i 70€ a persona.
  • Ristorante gourmet: Una tipologia sempre più in crescita, in particolare grazie ai volti noti della cucina (grandi chef, programmi tv, libri). I prezzi variano enormemente in base allo chef e alla complessità del menù, è quasi impossibile spendere meno di 90€ a testa. Con un menù degustazione completo, bevande più servizio si può arrivare a più di 300€.

Il consiglio che posso darvi, è quello di studiare prima il ristorante e guardare sempre le guide nazionali (michelin, espresso in particolare).

Come mangiare la mozzarella di bufala

La bufala

La mozzarella di bufala campana D.O.P. ha due caratteristiche fondamentali:

  • È la cosa più buono del mondo
  • È un formaggio da tavola di pasta filata molle derivato da  latte intero di bufala; il disciplinare contenuto nel DPR 28/9/1979 prevede,  per la produzione della Mozzarella di bufala, l’utilizzo esclusivo di latte di bufala.

Insomma, un grande prodotto italiano che sta diventando sempre più popolare, sia tra gli Italiani che all’estero.

La bufala è un prodotto estremamente complicato per il suo gusto particolare: Il dolce viene percepito sulla punta della lingua, il salato lateralmente, l’acido in fondo.

Come leggo informandomi sul sito ufficiale della “Mozzarella di bufala Campana D.O.P.” questo prodotto è un alimento con un “tempo di vita” limitato e possiede odori, sapori e sostanze aromatiche in continua evoluzione, che è difficile descrivere.

Un prodotto davvero unico e sopratutto molto versatile che può essere abbinato a molti altri ingredienti.

Ma c’è una cosa che mi sta particolarmente a cuore riguardo questa mozzarella grandiosa: Come si degusta

Per un motivo correlato alla comodità e ad una conservazione ottimale la mozzarella di bufala viene tenuta in frigorifero fino a pochi minuti prima dell’utilizzo, SBAGLIATISSIMO.

La bufala, per far si che che si possa assaporare al meglio e bene mangiarla a temperatura ambiente! noterete una grande differenza tra una mozzarella mangiata a temperatura da frigorifero (5°) rispetto a una tra i 12 e i 15°.

Un altro consiglio importante è che dopo averla tagliata non bisogna mai rimetterla nel proprio liquido di governo, in quanto rovinerebbe l’interno delicato, sciogliendolo.

Seguite queste dritte e comprate sempre le mozzarelle di bufala con marchio D.O.P.

Sfatiamo il mito di quelli che mangiano ma non ingrassano

-Ma come fai ad essere così magra?!

-Non so eppure mangio un sacco hihi

I complessi mentali che ci avviliscono sono sempre più ricchi di ignoranza.

A detta loro pare che il 99% delle persone che conosco siano grasse nonostante cerchino di mangiare poco, il restante 1% non si esprime in merito.

Dato che, a parer nostro, siamo tutti grassi ed ignoranti, siamo celeberrimi nemici dei magri, in particolare una categoria:

Coloro che dichiarano di mangiare una marea di cibo ma nonostante questo non ingrassano.

Credere a queste persone non è semplice, per il fatto che la fisica spiega: Quando un corpo entra in un altro corpo il primo tende ad aumentare di dimensioni, allargandosi o rompendosi.

In realtà, sul Buongiorno.it trovo che:

Da uno studio condotto dall’università di Losanna in collaborazione con L’Imperial College di Londra è emerso che sarebbe un gruppo di geni, circa 28 contenuti nel cromosoma 16, i responsabili di tanta fortuna. In pratica, hanno rivelato gli scienziati, quando una nuova vita viene concepita eredita il patrimonio genetico di entrambi i genitori, ma a volte accade che proprio sul cromosoma 16 questi 28 geni risultino duplicati. In altri casi appaiono annullati. Ebbene se appartenete al primo caso il vostro patrimonio genetico vi garantirà magrezza a vita, mentre se appartenete al secondo caso siete tra quelli che rischiano di ingrassare facilmente.

Onestamente mi congratulo con gli scienziati che attraverso studi “matti e disperatissimi”, sono riusciti a trovare una verità dietro questo arcano, d’altro canto non sapendo se i miei cromosomi mi garantiranno la magrezza a vita, finisco il mio panino con la salamella.

 

Bob

 

 

Piatti a scatti

Cari Social Network.

Siamo tutti drogati,

drogati di mostrare cosa e quante cose facciamo.

Drogati di far vedere alle persone che ci piacciono, e non a cui piaciamo, quanto sia interessante e all’avanguardia la nostra vita

Drogati di far vedere quanto siamo ricchi dicendo che in realtà siamo poveri.

Drogati di fare foto al cibo che mangiamo, come se dovessimo dimostrare a tutti quanto siamo bravi a scegliere sempre la cosa giusta.

Drogati, perché quando l’effetto dello stupefacente chiamato “Social” finisce, ci bruciamo scolando la pasta, sporchiamo a terra con pezzi di frittata mentre la giriamo, dimentichiamo cose in forno e cosa più brutta, lasciamo e avanziamo il nostro cibo, bello, per le foto, ma orribile per il nostro palato.

Non voglio essere il classico affiliato al losco clan degli oppositori, ma bensì colui che vuole far vedere la realtà di quello che c’è dietro una fotografia fatta ad un piatto.

La realtà di un mondo virtuale che si discosta dalla verità, come quando arrivati in Università togliamo le cuffiette con la nostra canzone preferita e il mondo ci cade addosso.

Io sono il primo drogato, e lo so, chiedo aiuto, chiedo aiuto alle persone che ancora sanno interloquire e gustarsi quello che mangiano, quello che bevono, quello che vedono e quello che guadagnano.

Dobbiamo riuscire a portare quella felicità che mostriamo nel nostro profilo instagram, facebook o twitter, nella vita vera, quella in cui ci si deve dar da fare per creare cose nuove e cose belle.

Un mondo senza internet è ormai impensabile, anche se a mio avviso tra pochi decenni capiremmo il male che ci fa e la tristezza che porta nelle nostre relazioni.

Litigi,

litigi poco giustificati dietro ad uno schermo, con una tastiera, un mouse e la voglia di far vedere a tutti che si è uno più saggio dell’altro, ma con la consapevolezza che in faccia alle persone le uniche parole che riusciamo a dire sono: Che figa quella, sbatta raga, zio come sta tua dre-ma?

La povertà di contenuti che non ci manca sul web, la necessitiamo nel cervello, la materia…. che ormai a furia di accedere a Facebook non è più grigia, ma blu.

 

Bob

 

 

I 3 investimenti da fare nel mondo del food nel 2017

Investire bene

Il mondo del “food” è sempre più al centro della scena e come succedeva già anni fa, coloro che investono capitali medio-alti in questo settore sono sempre di più.

La differenza rispetto a 10 anni fa, dove l’investimento più intelligente e saggio che si poteva fare era quello di aprire un piccolo ristorante o un bar, è che oggi, data la netta trasformazione della domanda, questi tipi di investimenti sono ritenuti vecchi e passati.

Ecco di seguito i 3 investimenti più all’avanguardia che si possono mettere in atto nel settore alimentare:

  • Franchising “ristorazione veloce”: Le multinazionali alimentari (vedi in particolare: catene di fast food, catene di bar, catene di pizzerie) offrono sempre più finanziamenti e sicurezze a coloro che vogliono aprire un franchising sotto il loro nome. Ovviamente l’investimento in questo caso è molto importante, ma attraverso una scrupolosa indagine di mercato e sondaggi sul territorio, si possono fare dei grandi ricavi.
  • Chioschi con prodotti di altissima qualità: Essendo la gente sempre più informata, i prodotti di alta qualità vanno sempre di più, per questo un investimento interessante sarebbe quello di aprire un piccolo, chiosco, mercatino o ristorante semplice, utilizzando solamente prodotti con marchi di qualità.
  • Freelance e cuochi privati: Un mondo sempre più in crescita è quello degli chef a domicilio che, con il loro materiale e ingredienti cucinano a casa di privati. I cosiddetti freelance chef percepiscono dai 100 ai 200 euro a serata. Ovviamente per diventarlo è fondamentale avere una base culinaria e abilità importanti.

Reputo fondamentale ricordare che ogni investimento che viene fatto, in qualsiasi settore, è sempre bene seguirlo in concomitanza con qualcuno esperto in materia, evitando così inutile spreco di denaro e tempo.

 

Bob

La mantecatura, un’arte dimenticata

Mantecare: Nel linguaggio culinario, rendere cremoso un impasto.

Con il botto della moda che riguarda la cucina, sempre più persone si dilettano in grandi piatti, grandi abbinamenti, grandi novità, creando solamente grandi cag**e.

Una cosa che purtroppo viene sempre più spesso dimenticata, è la mantecatura. Mantecare una pasta o un risotto alla perfezione, è quella cosa che rende il primo un’arte.

Come si manteca un risotto?

Quando si termina la cottura del risotto (dopo 13/14 minuti) si deve passare alla mantecatura:

Togliere assolutamente il risotto dal fuoco in quanto non deve continuare a cuocersi ma semplicemente amalgamarsi e diventare cremoso.

Per la mantecatura classica, si utilizzano 3 parti di burro e 2 parti di parmigiano.

Una tecnica molto comune è quella di inserire burro e parmigiano nel risotto e poi coprirlo per 1 minuto, in modo da far distendere tutti gli ingredienti.

Come si manteca una pasta?

Per la pasta c’è un ingrediente segreto che spesso non viene calcolato, in particolare dalle casalinghe old style… ACQUA.

Quando scolate la pasta, tenete sempre mezzo bicchiere di acqua di cottura che aggiungerete quando andrete a condire la pasta. Farà la differenza.

Come si mantecano i ravioli?

Per i ravioli è sempre bene avere una salsa molto liquida e farla asciugare direttamente mentre li condite.

Se per esempio la vostra base è burro e salvia, aggiungete un mestolo d’acqua prima di aggiungere i ravioli ad essa e lasciate ridurre il tutto per un paio di minuti.

 

Bob

 

Quanto possiamo stare senza bere e mangiare

Premesse dietiste

Tralasciando le diete folli ed inutili che sono state fonte di grandi contenuti ironici sul mio blog negli ultimi tempi, passiamo ad un argomento parecchio interessante ed eccezionale.

Se siete come me, cioè che inizierete la dieta lunedì prossimo e dopo 2 ore senza mangiare o bere la vostra bella panza tonda incomincia a brontolare senza freni, non sarete mai in grado di raggiungere i record di astinenza da cibo e acqua.

Prima di informarmi ero convinto che, senza né bere né mangiare una persona riusciva a resistere per massimo qualche giorno, ma non è cosi.

Focus (attendibile) riporta che:

Nel digiuno  volontario contro la presenza dell’ Inghilterra nell’Irlanda del  Nord , alcuni prigionieri politici,  nel 1981, morirono di  fame dopo 46-73 giorni. Un  detenuto dell’Ira, Mac Swiney,   è invece  sopravvissuto a  uno sciopero della fame durato  74 giorni . È su record come  questi che si basano i dati dei  limiti di fame e sete. Senza  mangiare ma bevendo si può  resistere al limite  2 mesi. Già  nel primo giorno, dopo che  si esauriscono le scorte di glicogeno,  fonte principale di  energia per le cellule, il corpo  lo recupera dai grassi e dalle  proteine di scorta (cioè… dalla  “ciccia”).
Senza bere, invece,  si può resistere al massimo 14  giorni, ma già dopo 2 iniziano  i problemi fisici: senza acqua  il sangue diventa più denso  e il cuore fa fatica a lavorare,  raggiungendo il collasso.  Tuttavia nel 1979  Andreas Mihavecz, un  detenuto austriaco “da record” dimenticato  in cella, è  sopravvissuto senza  bere per 18 giorni.

Ovviamente questo articolo, come il blog, come me, siamo contrari all’astensione da cibo e acqua, anzi facciamo di tutto per potervi fare godere di una buona e salutare alimentazione, detto questo, concentriamoci sulla prossima prova costume e da lunedì tutti a diet…. Mcdonald’s breakfast.

 

Bob

 

5 Cose che sai!1!1!!

Il Mondo è Strano

Basta navigare su qualsiasi sito internet, sui social o qualunque piattaforma media, per trovare articoli che spiegano a tutti: cose che non sappiamo

  • 5 Cose che non sai!
  • 10 rivelazioni shock che non sai
  • 100 cose incredibili ma vere
  • 10 cose che non sai del tuo corpo
  • 15 cose che non sai ma potresti fare con il tuo smartphone
  • 5 cose che dimostrano che non pensi
  • 10 cose che non sai cosa qualunque cosa basta che non lo sai!1!1

A parte le ultime, discutibili, questi tipi di post creano un traffico incredibile. Ci sono riviste note, in particolare scientifiche e tecnologiche che utilizzano questi titoli ingannevoli per raccattare qualche click.

Dato che, come sapete, io vado in contromano, oggi scriverò 5 cose che sai:

  1. Il sole scalda, e asciuga i panni
  2. Le macchine si possono accendere
  3. Le fotocamere servono a fare fotografie
  4. Questo articolo è una buffonata
  5. È colpa di Renzi!

Bob

La pappa al pomodoro

La pa-pa-pa-pa-pappa la pappa al pomodoro.

Celebre per il suo invitante nome, la pappa al pomodoro è un piatto della tradizione Toscana.

Si tratta di una sorta di zuppa, meglio chiamarla pappa, a base di pomodoro e pane raffermo.

La realizzazione di questa ricetta è davvero semplice, bisogna stare attenti nel seguire perfettamente la tradizioni e avere degli ingredienti di base di alta qualità.

Come preparare la pappa al pomodoro:

Ingredienti:

  • 30 g di cipolla
  • 300 gr. di Pane Toscano raffermo
  • 800 gr. di Pomodori maturi o Passata di pomodoro
  • 1 l di Brodo vegetale
  • 2 spicchi di Aglio
  • 1 mazzetto di Basilico
  • 1 cucchiaino raso di Zucchero
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Descrizione:

Come primo passaggio, preparate il brodo vegetale, ed assicuratevi che rimanga ben caldo durante tutta la preparazione della pappa al pomodoro.

Tagliate il vostro pane raffermo e fette non troppo sottili, mettetele in una teglia con carta forno, e infornate a 200° in forno preriscaldato finché per tostati. Nel frattempo sbucciati gli spicchi d’aglio. Quando il pane sarà ben dorato, toglierlo dal forno e strofinare gli spicchi d’aglio sopra le fette.

Fate un soffritto con olio extra vergine e cipolla, unite il pane raffermo e lasciate insaporire, mettete i pomodori all’interno il brodo e lasciate cuocere fin quando la consistenza non sarà quella di una zuppa.

 

Bob