Piatti a scatti

Cari Social Network.

Siamo tutti drogati,

drogati di mostrare cosa e quante cose facciamo.

Drogati di far vedere alle persone che ci piacciono, e non a cui piaciamo, quanto sia interessante e all’avanguardia la nostra vita

Drogati di far vedere quanto siamo ricchi dicendo che in realtà siamo poveri.

Drogati di fare foto al cibo che mangiamo, come se dovessimo dimostrare a tutti quanto siamo bravi a scegliere sempre la cosa giusta.

Drogati, perché quando l’effetto dello stupefacente chiamato “Social” finisce, ci bruciamo scolando la pasta, sporchiamo a terra con pezzi di frittata mentre la giriamo, dimentichiamo cose in forno e cosa più brutta, lasciamo e avanziamo il nostro cibo, bello, per le foto, ma orribile per il nostro palato.

Non voglio essere il classico affiliato al losco clan degli oppositori, ma bensì colui che vuole far vedere la realtà di quello che c’è dietro una fotografia fatta ad un piatto.

La realtà di un mondo virtuale che si discosta dalla verità, come quando arrivati in Università togliamo le cuffiette con la nostra canzone preferita e il mondo ci cade addosso.

Io sono il primo drogato, e lo so, chiedo aiuto, chiedo aiuto alle persone che ancora sanno interloquire e gustarsi quello che mangiano, quello che bevono, quello che vedono e quello che guadagnano.

Dobbiamo riuscire a portare quella felicità che mostriamo nel nostro profilo instagram, facebook o twitter, nella vita vera, quella in cui ci si deve dar da fare per creare cose nuove e cose belle.

Un mondo senza internet è ormai impensabile, anche se a mio avviso tra pochi decenni capiremmo il male che ci fa e la tristezza che porta nelle nostre relazioni.

Litigi,

litigi poco giustificati dietro ad uno schermo, con una tastiera, un mouse e la voglia di far vedere a tutti che si è uno più saggio dell’altro, ma con la consapevolezza che in faccia alle persone le uniche parole che riusciamo a dire sono: Che figa quella, sbatta raga, zio come sta tua dre-ma?

La povertà di contenuti che non ci manca sul web, la necessitiamo nel cervello, la materia…. che ormai a furia di accedere a Facebook non è più grigia, ma blu.

 

Bob

 

 

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