La mantecatura, un’arte dimenticata

Mantecare: Nel linguaggio culinario, rendere cremoso un impasto.

Con il botto della moda che riguarda la cucina, sempre più persone si dilettano in grandi piatti, grandi abbinamenti, grandi novità, creando solamente grandi cag**e.

Una cosa che purtroppo viene sempre più spesso dimenticata, è la mantecatura. Mantecare una pasta o un risotto alla perfezione, è quella cosa che rende il primo un’arte.

Come si manteca un risotto?

Quando si termina la cottura del risotto (dopo 13/14 minuti) si deve passare alla mantecatura:

Togliere assolutamente il risotto dal fuoco in quanto non deve continuare a cuocersi ma semplicemente amalgamarsi e diventare cremoso.

Per la mantecatura classica, si utilizzano 3 parti di burro e 2 parti di parmigiano.

Una tecnica molto comune è quella di inserire burro e parmigiano nel risotto e poi coprirlo per 1 minuto, in modo da far distendere tutti gli ingredienti.

Come si manteca una pasta?

Per la pasta c’è un ingrediente segreto che spesso non viene calcolato, in particolare dalle casalinghe old style… ACQUA.

Quando scolate la pasta, tenete sempre mezzo bicchiere di acqua di cottura che aggiungerete quando andrete a condire la pasta. Farà la differenza.

Come si mantecano i ravioli?

Per i ravioli è sempre bene avere una salsa molto liquida e farla asciugare direttamente mentre li condite.

Se per esempio la vostra base è burro e salvia, aggiungete un mestolo d’acqua prima di aggiungere i ravioli ad essa e lasciate ridurre il tutto per un paio di minuti.

 

Bob

 

Quanto possiamo stare senza bere e mangiare

Premesse dietiste

Tralasciando le diete folli ed inutili che sono state fonte di grandi contenuti ironici sul mio blog negli ultimi tempi, passiamo ad un argomento parecchio interessante ed eccezionale.

Se siete come me, cioè che inizierete la dieta lunedì prossimo e dopo 2 ore senza mangiare o bere la vostra bella panza tonda incomincia a brontolare senza freni, non sarete mai in grado di raggiungere i record di astinenza da cibo e acqua.

Prima di informarmi ero convinto che, senza né bere né mangiare una persona riusciva a resistere per massimo qualche giorno, ma non è cosi.

Focus (attendibile) riporta che:

Nel digiuno  volontario contro la presenza dell’ Inghilterra nell’Irlanda del  Nord , alcuni prigionieri politici,  nel 1981, morirono di  fame dopo 46-73 giorni. Un  detenuto dell’Ira, Mac Swiney,   è invece  sopravvissuto a  uno sciopero della fame durato  74 giorni . È su record come  questi che si basano i dati dei  limiti di fame e sete. Senza  mangiare ma bevendo si può  resistere al limite  2 mesi. Già  nel primo giorno, dopo che  si esauriscono le scorte di glicogeno,  fonte principale di  energia per le cellule, il corpo  lo recupera dai grassi e dalle  proteine di scorta (cioè… dalla  “ciccia”).
Senza bere, invece,  si può resistere al massimo 14  giorni, ma già dopo 2 iniziano  i problemi fisici: senza acqua  il sangue diventa più denso  e il cuore fa fatica a lavorare,  raggiungendo il collasso.  Tuttavia nel 1979  Andreas Mihavecz, un  detenuto austriaco “da record” dimenticato  in cella, è  sopravvissuto senza  bere per 18 giorni.

Ovviamente questo articolo, come il blog, come me, siamo contrari all’astensione da cibo e acqua, anzi facciamo di tutto per potervi fare godere di una buona e salutare alimentazione, detto questo, concentriamoci sulla prossima prova costume e da lunedì tutti a diet…. Mcdonald’s breakfast.

 

Bob

 

5 Cose che sai!1!1!!

Il Mondo è Strano

Basta navigare su qualsiasi sito internet, sui social o qualunque piattaforma media, per trovare articoli che spiegano a tutti: cose che non sappiamo

  • 5 Cose che non sai!
  • 10 rivelazioni shock che non sai
  • 100 cose incredibili ma vere
  • 10 cose che non sai del tuo corpo
  • 15 cose che non sai ma potresti fare con il tuo smartphone
  • 5 cose che dimostrano che non pensi
  • 10 cose che non sai cosa qualunque cosa basta che non lo sai!1!1

A parte le ultime, discutibili, questi tipi di post creano un traffico incredibile. Ci sono riviste note, in particolare scientifiche e tecnologiche che utilizzano questi titoli ingannevoli per raccattare qualche click.

Dato che, come sapete, io vado in contromano, oggi scriverò 5 cose che sai:

  1. Il sole scalda, e asciuga i panni
  2. Le macchine si possono accendere
  3. Le fotocamere servono a fare fotografie
  4. Questo articolo è una buffonata
  5. È colpa di Renzi!

Bob

La pappa al pomodoro

La pa-pa-pa-pa-pappa la pappa al pomodoro.

Celebre per il suo invitante nome, la pappa al pomodoro è un piatto della tradizione Toscana.

Si tratta di una sorta di zuppa, meglio chiamarla pappa, a base di pomodoro e pane raffermo.

La realizzazione di questa ricetta è davvero semplice, bisogna stare attenti nel seguire perfettamente la tradizioni e avere degli ingredienti di base di alta qualità.

Come preparare la pappa al pomodoro:

Ingredienti:

  • 30 g di cipolla
  • 300 gr. di Pane Toscano raffermo
  • 800 gr. di Pomodori maturi o Passata di pomodoro
  • 1 l di Brodo vegetale
  • 2 spicchi di Aglio
  • 1 mazzetto di Basilico
  • 1 cucchiaino raso di Zucchero
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Descrizione:

Come primo passaggio, preparate il brodo vegetale, ed assicuratevi che rimanga ben caldo durante tutta la preparazione della pappa al pomodoro.

Tagliate il vostro pane raffermo e fette non troppo sottili, mettetele in una teglia con carta forno, e infornate a 200° in forno preriscaldato finché per tostati. Nel frattempo sbucciati gli spicchi d’aglio. Quando il pane sarà ben dorato, toglierlo dal forno e strofinare gli spicchi d’aglio sopra le fette.

Fate un soffritto con olio extra vergine e cipolla, unite il pane raffermo e lasciate insaporire, mettete i pomodori all’interno il brodo e lasciate cuocere fin quando la consistenza non sarà quella di una zuppa.

 

Bob

La NON pizza all ananas

Esistono cose che purtroppo esistono.

L’altro giorno ho fatto un articolo sull’Italian sounding (Qui), dove parlo di prodotti che avendo un nome simile a quelli Italiani, riescono ad essere spacciati come nostrani, danneggiando la nostra economia e la qualità alimentare del nostro paese.

Nel caso che vi voglio esporre oggi non si tratta di Italian sounding, ma bensì di una schifezza di dimensioni anormali.

I condimenti della pizza e “simili”

Ecco 4 pizze inquietanti che vanno di moda ultimamente:

  • Pizza e ananas
  • Pizza con Oreo
  • “mega” Pizza cheesburger
  • Pizza lasagna

Pizza e ananas:

Nei paesi Anglosassoni ne vanno matti, si tratta di una pizza con la classica base (pomodoro e mozzarella), dove sopra vengono adagiati cubetti di ananas e solitamente del prosciutto (VOTO 4)

Pizza con Oreo:

Ho avuto l’onore di poterla vedere dal vivo in aeroporto a Dubai… Biscotti Oreo sbriciolati sopra e crema fatta con l’interno del biscotto stesso  (VOTO 1)

Mega pizza cheesuburger

Una pizza di dimensione extra large con al di sopra: Pomodoro, mozzarella, cheddar cheese, cetriolini, patatine fritte, hamburger a pezzi e ancora formaggio. (VOTO 9000 Kcal)

Pizza lasagna

6 pizze con pasta (impasto della pizza, pomodoro, formaggio e maccheroni..) messe una sopra l’altra per creare un fac-simile della lasagna (VOTO N/D)

Dato che non voglio sentirmi male queste “”””””pizze””””” sono più che sufficienti per esporre il mio concetto.

Quelle sopra citate e altre migliaia che  purtroppo esistono, sono le nuove “””pizze””” che, grazie a catene che non cito, stanno arrivando in Italia, bene.. non fatelo, resistete, statene alla larga, quella è la morte della vera pizza Italiana

 

Bob

 

 

 

La colazione salata

Le condizioni

La nostra storia, cultura e gusto, che riassumo nella parola “Italianità”, quando ci svegliamo ci da delle chiare indicazione sull’approccio che dobbiamo avere verso il primo pasto essenziale della giornata.

Le classiche combinazioni per la colazione “homemade” Italiana sono:

  • Caffelatte e biscotti
  • The e biscotti
  • Fetta di torta e caffè
  • Latte e cereali

Evadere da questi schemi prefissati ci fa sentire a disagio e sopratutto rischia di non soddisfare il nostro palato.

Un metodo ottimo per chi vuole: Cambiare abitudini ed evitare semplici zuccheri mattutini è iniziare a fare una colazione salata.

COLAZIONE SALATA??? ERESIA

Questo tipo di pasto è molto frequente nei paesi anglosassoni ma anche nel Nord Europa ed in Asia, e in Oceania, insomma siamo rimasti in pochi com il “dolce risveglio”.

Le scelte sono moltissime e gli ingredienti che si possono utilizzare sono infiniti. Vi descriverò di seguito la mia classica colazione di quando vivevo all’estero:

  • Uova strapazzate, fagioli al forno con il pomodoro (Heinz Beans), pane vecchio

Come prepararla:

  • Per le uova strapazzate, rompete 3 uova intere, aggiungete sale e pepe. Scaldate un pentolino con dell’olio. Quando ben caldo mettete le uova e girate casualmente, dopo 1 minuto aggiungete un cucchiaio di latte.
  • Per i fagioli, dovete assolutamente prendere quelli già confezionati perché la mattina la sbatta è dietro l’angolo.
  • Prendete il pane vecchio della sera prima, mettetele su un bel pentolino caldo e passatelo con un filo d’olio

Tac

 

Bob

 

Le mele ingrassano

Chi si loda s’imbroda

1 mela al giorno toglie il medico di torno

2 mele al giorno tolgono il medico di torno

3 mele al giorno tolgono il medico di torno

4 mele al giorno tolgono il med….. no, FALSO

Prendo questo famosissimo detto per spiegare un concetto semplicissimo che, non vale solo nel cibo ma in tutti i campi.

Premessa:

“Persone: Il 70% dei miei conoscenti è a dieta da Lunedì prossimo, l’1% è a dieta per davvero, un altro 1% se ne sbatte della dieta e preferisce i pancakes del Mcdonald’s ai biscotti della nonna e il restante 28% è a dieta ma sbaglia tutto.”

Tornado al detto precedentemente citato delle mele e i dottori, volevo arrivare ad un punto fondamentale, che coloro che fanno parte del 28% sopra spiegato non considerano: L’esagerazione.

Esagerare in una dieta è la cosa peggiore che una persona possa fare, per comprendere meglio il mio pensiero poco sano, lo affronteremo con degli esempi:

  • “Sono a dieta, oggi prendo un insalata e basta”
  • -Condisce l’insalata con 7 L di olio 4 kg di sale e 9 Dl di aceto
  • “Sono a dieta, oggi a pranzo mangio solo un frutto”
  • -Mangia una banana caramellata con sotto una crepe alla Nutella
  • “Sono a dieta, Salto pranzo”
  • -Ha mangiato un pacchetto di Gocciole a colazione con la cioccolata, ha già organizzato la merenda in pasticceria”
  • “Sono a dieta, evito i carboidrati”
  • -Beve birra come acqua

Questi esempi erano fin troppo chiari e non necessitano spiegazioni.

Quando di sceglie di affrontare un regime si vita bisogna farlo calcolando tutto perfettamente, senza esagerare ne sostituire ne ingannare se stessi.

La morale è:

100 mele ingrassano come 100 panini fanno dimagrire

Capitela

 

Bob

 

 

 

Farina di Kamut o Signor Kamut?

Kamut

La farina di kamut ha ormai invaso il nostro paese, la troviamo sia nei grandi ristoranti gourmet che nelle trattorie e pizzerie.

Quello che si pensa quando si acquista o utilizza questa farina è che kamut sia il nome del grano che viene utilizzato per produrre questa particolare farina, in realtà non è cosi.

Kamut è un nome con il quale un’azienda statunitense commercializza un particolare tipo di grano. La parola kamut sta a indicare una varietà di grano prodotto e commercializzato dall’omonima azienda Americana Kamut.

Apprendo leggendo un articolo di “Ideegreen” che:

“Nello specifico, con la farina di kamut si intende una particolare varietà di grano della sottospecie Triticum turgidum ssp. turanicum, chiamata comunemente Khorasan”.

Smontato il mito del kamut, questa farina è molto apprezzata per la sua versatilità e qualità nutrizionale.

Questo tipo di farina viene particolarmente indicata per la panificazione, in particolare per l’alto contenuto di proteine e di glutine, che la rendono elastica e saporita. Inoltre la farina di kamut viene utilizzata per produrre paste fresche e torte.

Il vero punto forte di questa farina riguarda le qualità nutrizionali. il Khorasan (grano che viene utilizzato per produrre la farina di kamut) contiene circa il 40% in più di proteine rispetto ad un grano classico, inoltre è più ricco di zinco e magnesio così come di polifenoli e acidi grassi.

 

 

 

Cosa è l’Italian sounding?

Tutelare senza intaccare

In italia il cibo è sacro e non si tocca. Esistono migliaia di ricette, preparazioni e ogni tipo di variante per qualsiasi ingrediente, insomma un patrimonio che forse non è sempre tutelato al meglio.

Ci sono poi, piatti tipici che riusciamo ad esportare all’estero come: La pizza, gli spaghetti al pomodoro, il pesto alla genovese e tanti altri ancora.

Nonostante questi siano ben tutelati dalle leggi vigenti sulla sofisticazione, ci sono ricette che avendo un nome mezzo Italiano spopolano nelle tavole internazionali, ma che purtroppo non hanno nulla a che vedere con l’Italia.

Questo viene denominato “Italian Sounding”.

il fenomeno interessa prodotti realizzati all’estero i quali, giocando sul “suono” del relativo nome, ingannano i consumatori facendo pensare loro che si tratti di un prodotto Italiano.

Nel sito dell’ufficio brevetti viene riportato che:

Aziende estere, mettono in commercio prodotti aventi espliciti riferimenti Italiani e/o un nome che “suona” come Italiano, anche se in realtà non hanno nulla di nostrano.

Si tratta di una forma di inganno verso il consumatore, di concorrenza sleale che spesso sfocia in vera e propria truffa, molto redditizia (54 miliardi di dollari annui) per il contraffattore, danneggiando l’economia del nostro paese, in particolare dei piccoli artigiani e produttori Italiani.

Oltre al danno economico c’è sicuramente quello dell’immagine, infatti la maggior parte dei prodotti spacciati come Italiani non ha le caratteristiche, i sapori e la qualità dei prodotti del bel paese.

Dato il fenomeno in espansione si sta cercando di agire con due metodi:

  • Leggi ad hoc, ed accordi internazionali fatti con i paesi in cui questo fenomeno è più presente: Stati Uniti, Canada, Australia, Gran Bretagna
  • Informazione e formazione di chef, nutrizionisti, addetti alle vendite, stampa specializzata e influencer.

In un intervista Gian Domenico Auricchio, Presidente di Assocamerestero ha affermato che: “Siamo convinti che il danno di immagine arrecato da imitazioni ben lontane dai nostri standard di eccellenza possa essere arginato solo attraverso la diffusione della cultura e dell’educazione al consumo dei prodotti 100% Made in Italy e lavorando sulle alleanze con le comunità d’affari locali.”

 

Bob

Cosa si cela dietro il Surimi?!

Misteriosi bastoncini di?

I bastoncini di solito si danno ai cani, ma ce ne uno per il quale noi umani andiamo pazzi, è un bastoncino cilindrico avvolto nella plastica che sprigiona un odore forte e al palato un sapore molto particolare che ricorda la polpa di granchio.

La domanda che molti si pongono quando mangiano un Surimi è “ma che diavolo c’è qua dentro?”

La risposta che danno a questa domanda solitamente è: “Va be è buono”

Quello che noi chiamiamo Surimi è un prodotto legato alla tradizione giapponese dove da secoli si consumano piatti di “pesce macinato”. Negli ultimi 30 anni il pesce macinato si è diffuso in tutto il mondo grazie alla produzione industriale.

L’aspetto è molto gradevole e leggendo l’elenco degli ingredienti si nota che si tratta di strati di polpa di pesce arrotolati e tenuti insieme da addensanti e altri componenti.

La composizione finale è questa:

  • Una percentuale di pesce che varia dal 30 al 40%, per il resto si tratta di fecola di patate o altri farinacei, albume d’uovo, grassi vegetali (olio di colza o palma) spezie, esaltatori di sapidità come il glutammato monosodico o l’E635

Di seguito farò un elenco dei pregi e difetti del surimi:

Difetti
  • Il surimi non può essere ritenuto di certo un alimento di prima qualità. La sua lavorazione industriale avviene impiegando le parti di scarto provenienti da altri alimenti.
  • La polpa non ha un grande sapore per questo vengono aggiunte sostanze aggiuntive che possano migliorarne l’aspetto, il sapore e la conservazione.
  • Il surimi viene venduto come un alimento a base di polpa di granchio, ma in realtà non ne contiene. Il presunto “sapore di granchio” viene ottenuto mediante l’impiego di aromi artificiali.
Pregi
  • mmm
  • costa po… no forse no
  • … Il prossimo!

 

Bob